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Leggere? Sì, ma cosa?

  • Luca
  • 10 nov 2025
  • Tempo di lettura: 6 min

Ciao a tutte a tutti! Come state?

È da un po' che non scrivo su questo blog, ma più o meno con tutti voi ho avuto modo di fare lezione, quindi sono contento ugualmente! Dovete sapere che ho in mente questo articolo

da un po' di tempo, almeno da quando girovagando per i corridoi di Feltrinelli, una delle principali librerie italiane, mi sono imbattuto in questo volume.



Cos'è? Quando è uscito? Perché mi è rimasto impresso? Ne parleremo a tempo debito! Ora torniamo al tema centrale dell'articolo!


Spesso i miei studenti mi chiedono: "Cosa mi consigli di leggere per migliorare il mio italiano?"

È una domanda davvero tremenda per me, non tanto per quanto riguarda quelli che hanno iniziato a studiare da poco, quanto per chi ha cominciato già da un bel po' di tempo. Non fraintendetemi, quando parliamo di letteratura italiana non abbiamo che l'imbarazzo della scelta, anche quando parliamo di autori apparentemente semplici da leggere ma fondamentali, come Italo Calvino. Allora qualche volta ho consigliato alcuni suoi libri, come il Visconte dimezzato, il cavaliere inesistente, il barone rampante… Romanzi dagli elementi fiabeschi (cioè delle fiabe) ma con significati nascosti molto più profondi. Questa settimana ho però ripreso tra le mani proprio "Il barone rampante" e ho letto:


Un gentiluomo, signor padre, è tale stando in terra come stando in cima agli alberi, - risposte Cosimo, e subito aggiunse: - Se si comporta rettamente.


Questo è un esempio un po' estremo, perché questo romanzo è ambientato nel '700 ed è stato scritto da Calvino negli anni '50. Tuttavia leggendolo ho pensato veramente: "Noi parliamo ancora così? Se non lo facciamo, a che pro consigliarlo agli studenti?".

È pur vero che non tutti studiano l'italiano solo per parlarlo durante le loro vacanze in Italia! Ciò nonostante anche quando io leggo un libro in una lingua straniera non posso non pensare, ogni tanto: "ma queste parole saranno ancora di uso comune?" oppure: "Ha senso memorizzare questa parola/espressione?".


La soluzione a questo dilemma è sempre stata sotto i miei occhi: i fumetti!

Non parlo dei fumetti per bambini o per teenager, un prodotto talvolta infantile che rischia di annoiare un adulto. In Italia negli ultimi anni hanno preso piede le graphic novel, romanzi a fumetti in cui le storie si sviluppano nel corso di un solo volume. Sono diversi dai semplici fumetti perché trattano temi più complessi e a volte scabrosi e sono perciò adatti a giovani adulti e ad adulti con un po' di esperienza in più . Il modo di esprimersi dei personaggi di queste opere è spesso naturale, formale o informale che sia, e riproduce fedelmente il modo di parlare degli italiani, creando un filo diretto tra la lingua scritta e la lingua orale.

Alcuni tra gli autori ricorrono anche all'uso di dialetti o variazioni regionali, autentico incubo di alcuni miei studenti che di tanto in tanto mi confessano: "I heard that in Italy some people speak only dialect rather than standard italian, is it true?". Come se non bastasse, se una graphic novel è moderna, è possibile che al suo interno i lettori possano trovare molteplici riferimenti alla cultura italiana, spaziando dalla cultura pop ai riferimenti ai fatti di cronaca.


Ma non solo! Una cosa che spesso scoraggia i nuovi lettori di una lingua (me compreso) è l'irrefrenabile tentazione di utilizzare il dizionario ogni qual volta si incontri una parola sconosciuta. A questo riguardo, uno dei consigli migliori di cui ho letto è stato quello di continuare a leggere ignorando i vocaboli sconosciuti, recuperandoli solo alla fine di un capitolo, per esempio. Le graphic novel possono rappresentare un ottimo compromesso perché i fumetti ci aiutano con le immagini. Grazie a queste possiamo provare a indovinare il significato di una parola o espressione e possiamo comprendere il senso di un'espressione dal contesto.


Ho deciso perciò, di consigliarvi qualche autore e qualche opera che potrà aiutarvi ad imparare espressioni e parole certamente al passo con i tempi e qualche volta perfino ad entrare nella realtà sociale contemporanea italiana.


Il primo autore non può che essere Zerocalcare. Zerocalcare è nato e tutt'ora vive a Roma, in un quartiere popolare e periferico che si chiama Rebibbia. I dialoghi all'interno delle sue opere utilizzano tanto un linguaggio formale (per esempio nelle didascalie o quando fa dell'ironia), tanto un linguaggio informale (quando ci sono due personaggi che parlano tra loro) e tratta dei temi più disparati. Dalla morte della sua amica d'infanzia in "La profezia dell'Armadillo", a "Kobane Calling", un reportage grafico del viaggio dell'autore al confine tra la Turchia e la Siria in territorio di guerra, fino a "Questa notte non sarà breve", in cui si cimenta addirittura nel fare giornalismo, mettendo in luce fatti e avvenimenti che non trovano molto spazio sui media tradizionali. Forse qualcuno di voi lo conoscerà per le due serie Netflix "Ritagliare lungo i bordi" o "Questo mondo non mi renderà cattivo", ma Zerocalcare è anche colui che ha raccontato la realtà del lockdown a Roma durante il periodo del Covid, in una serie animata chiamata "Rebibbia quarantine" e che potete guardare anche oggi sul suo sito.


In questa vignetta Zerocalcare usa due termini del dialetto romano. Accannare (cioè smettere di compiere un'azione che in genere disturba) e Accollarsi (cioè in questa caso attaccarsi a qualcuno e infastidirlo continuamente)
In questa vignetta Zerocalcare usa due termini del dialetto romano. Accannare (cioè smettere di compiere un'azione che in genere disturba) e Accollarsi (cioè in questa caso attaccarsi a qualcuno e infastidirlo continuamente)
Rosicare, bombarsi qualcuno o sparare, sono tutti verbi che fanno parte del linguaggio informale dell'italiano.
Rosicare, bombarsi qualcuno o sparare, sono tutti verbi che fanno parte del linguaggio informale dell'italiano.

GIPI


Gipi è un fumettista conosciutissimo e amatissimo, anche fuori dai confini dell'Italia. È infatti stato tradotto anche in Francia e negli Stati Uniti oltre ad aver vinto il premio Goscinny e quello per il miglior fumetto al Festival d'Angoulême, precedentemente assegnati a soli due altri autori italiani, due giganti del fumetto italiano come Hugo Pratt e Vittorio Giardino. Gipi è comunque anche altre cose: illustratore, animatore e persino regista. Nel 2014 la sua graphic Novel "Una storia" viene candidato al Premio Strega. Il Premio Strega è un riconoscimento letterario tra i più celebri, se non il più celebre in Italia e il fatto che una graphic novel abbia potuto partecipare ci dice che questo tipo di media ha definitivamente raggiunto a tutti gli effetti la stessa dimensione di un classico romanzo.

(Tratto da "Stacy") Fare qualcosa per un motivo ics, prendere sul cazzo, l'uso di "questo" per riferirsi a una persona, avere la fobia di qualcuno o qualcosa.
(Tratto da "Stacy") Fare qualcosa per un motivo ics, prendere sul cazzo, l'uso di "questo" per riferirsi a una persona, avere la fobia di qualcuno o qualcosa.

MIGUEL VILA


Mentre Zerocalcare è nato e vive a Roma e Gipi è nato a Pisa ma vive anche lui a Roma, Miguel Vila nasce a Padova e le sue storie sono ambientate proprio lì, nel Nord-est italiano, una zona fortemente caratterizzata della nostra penisola e con una forte identità.

Spesso quando i miei studenti mi chiedono del dialetto, credono che siccome a Milano il dialetto è andato quasi completamente perduto, questo sia un fenomeno solo del sud. Invece molte zone del nord conservano il proprio dialetto e il Veneto è certamente una di quelle zone d'Italia in cui il dialetto locale è più diffuso e utilizzato. Leggendo Miguel Vila qualche volta ci si imbatterà in quel dialetto, come in questo caso:

Miguel Vila esordisce con Padovaland, una graphic novel che riflette sul rapporto che noi italiani abbiamo con la "provincia". Quando parliamo di provincia parliamo di quel territorio fuori dalle grandi città e in molti casi è un'espressione che ha un'accezione negativa. Essere "una persona di provincia" può voler dire essere una persona semplice, non abituata ai contesti più sofisticati e complessi della città. "Andare a vivere in provincia" invece, vuol dire allontanarsi dal caos della grande città per trovare la pace, ma anche rinunciare ai suoi stimoli e quindi, accontentarsi di una vita priva di alcuni aspetti che possono risultare fondamentali. Anche solo per questo motivo vi consiglio Padovaland: per capire meglio noi italiani.

(Tratto da "Fiordilatte") L'uso tipico dell'abbreviazione di "questo" è solo un particolare dell'assoluto realismo di questa scena. Sembra di trovarsi per davvero all'interno di una casa italiana, durante una tipica discussione tra figli e genitori all'ora di cena.
(Tratto da "Fiordilatte") L'uso tipico dell'abbreviazione di "questo" è solo un particolare dell'assoluto realismo di questa scena. Sembra di trovarsi per davvero all'interno di una casa italiana, durante una tipica discussione tra figli e genitori all'ora di cena.
(Tratto da "Padovaland") E compagnia bella, essere pappa e ciccia, il moroso, essere una persona con gli attributi.
(Tratto da "Padovaland") E compagnia bella, essere pappa e ciccia, il moroso, essere una persona con gli attributi.

La realtà è che io non ho una cultura infinita sul genere delle graphic novel, quindi evito di parlare di altri autori, ma sappiate che non ho nominato alcuni "mostri sacri" italiani, come Hugo Pratt, Milo Manara, Leo Ortolani, Manuele Fior, Vittorio Giardino, Guido Crepax e altri. Voglio però lasciarvi dei link nel caso vogliate trovare altre ispirazioni per le vostre letture: https://www.wired.it/gallery/migliori-fumetti-italiani/


Torno infine al perché ho pensato di scrivere questo articolo. Il Deserto dei tartari di Dino Buzzati che vedete nell'immagine all'inizio dell'articolo, è un romanzo tra i più famosi dell'Italia del '900 ed è stato inserito al 29esimo posto tra i romanzi più importanti del secolo scorso da un sondaggio del quotidiano parigino Le Monde. Come potete immaginare, vederlo dunque trasposto in una graphic novel mi ha molto impressionato e mi ha fatto porre molte domande, la prima delle quali è stata: "Leggere graphic novel in francese mi aiuterebbe a leggere in francese con più costanza?". Dato che la risposta che mi sono dato è stata affermativa, spero che questa possa essere una soluzione anche per voi, sia che già leggiate in italiano, sia che stiate cominciando a farlo solo ora. Vi auguro naturalmente una buona lettura e ci vediamo alla prossima! Luca


 
 
 

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